La storia delle scarpe da calcio…

La storia del calcio è piena di vincitori e sconfitti, di aneddoti curiosi, di grandi giocate e grandi campioni. Il calcio si è drasticamente evoluto negli anni, per tattica, tecnica e fisicità, e con il calcio si è evoluto il necessario per giocare allo sport più bello del mondo.

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La cosa certa è che per giocare non serve molto, ma per giocare a calcio il necessario è chiaro: divise e scarpe.

L’attrezzatura sportiva ha subito grandi cambiamenti negli anni e le scarpe sono proprio il chiaro esempio di sviluppo tecnologico applicato al gioco.

 

Noi di Calcioshop abbiamo sicuramente un pò di esperienza ed aneddoti da raccontarvi, in prima persona con uomini che fecero la storia fin dal 1985 quando nacque FreeTime Sport e poi nell’era digitale con la creazione di Calcioshop.it. Insomma un pò di scarpe le abbiamo viste passare e vogliamo raccontarvele…

 

Le scarpe sportive nascono nel XVI° secolo. Era il 1526 quando il sovrano inglese Enrico VIII chiese al cordaio della Real Casa, Cornelius Johnson, di realizzare un paio di scarpe per giocare a palla. Si trattava di scarpe in cuoio durissimo simili a degli stivaletti. Erano sprovviste di tacchetti, che vennero integrati solo qualche anno dopo, in cartone pressato, con forme piuttosto rudimentali. Come detto era il 1526 e pur con tutta la buona volontà non c’eravamo ancora e non possiamo darvi quindi un parere su quella calzatura ne fare un test per illustrarvi delle informazioni tecniche, ma siamo certi che il sovrano inglese fu soddisfatto della sua scarpa da calcio e magari fece anche qualche gol importante.

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I primi veri scarpini da calcio risalgono agli inizi dell’800. Si trattava di scarpe pesanti circa 1kg (immaginatevi cosa diventavano in caso di pioggia), costruite in spesso cuoio e alte fino alle caviglie per proteggerle; erano dotate di tacchetti in ferro sotto le suole. Nel 1825 vengono fabbricate le suole di caucciù, e pare che l’inventore si chiamasse Charles Goodyear. Prima di allora, erano stati gli indigeni d’America i primi ad utilizzare il lattice di caucciù, che spalmavano sulla pianta dei piedi per proteggerli.

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Ma dobbiamo aspettare le Olimpiadi del 1896 per cominciare a notare la diffusione delle vere e proprie scarpe da calcio, e quindi lo sviluppo delle prime aziende produttrici in questo settore: Gola (1905), Valsport (1920), Hummel (1923).

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Nel 1948 i fratelli Dassler, Adolf e Rudolf, fondano, rispettivamente, i marchi Adidas e Puma. Queste due case introducono i tacchetti in gomma e l’uso di materiali sintetici accostati al cuoio per alleggerire il peso delle scarpe. Gli scarpini cominciano così a diventare un mezzo tecnico non solo finalizzato alla protezione dei piedi, ma anche al controllo della palla e alla stabilità nella corsa dei giocatori.

Il primo grande salto di qualità si ha però nel dopoguerra, era precisamente il 1954 quando vennero create le prime scarpe “Adidas” in grado di adattarsi alle condizioni atmosferiche, le calzature con tre strisce sono ai piedi della nazionale Tedesca allo stadio di Berna per la finale del Campionato del Mondo. C’é anche Adolf Dassler, che a fine primo tempo scende negli spogliatoi e modifica le scarpe dei calciatori cambiandone i tacchetti per meglio adattarle alle condizioni del terreno bagnato: la Germania quell’anno vincerà il suo primo Campionato del Mondo contro l’Ungheria di Puskás e Adolf Dassler entrerà nella storia grazie alle sue “scarpe miracolose” con tacchetti intercambiabili.

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Negli anni’60 Adidas e’ il leader nel mercato della scarpa da calcio, al mondiale del’66 in Inghilterra il 75% dei giocatori arrivati alla finale indossava scarpini Adidas, negli stessi anni, comunque, Pele’ indossava Puma. In questo periodo nascono altre importanti case specializzate nell’abbigliamento sportivo: Mitre (1960), Joma (1965) e Asics (1964).

Il Re come detto indossava Puma… ed eccolo mentre stacca di testa su Burgnich!

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Era comunque il mondo delle calzature fatte a mano, le artigianali. Ecco una foto d’archivio Calcioshop, le mitiche Ferrari. Una scarpa lavorata a mano che non ha nulla da invidiare agli ultimi modelli dei top brand. Cuoio, pelle e lavorazione manuale, un prodotto storico.

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Altro grande momento di evoluzione sono gli anni ’70Sono gli anni dei primi contratti milionari di sponsorizzazione per i calciatori, inizia il business legato al gioco e si cominciano a vedere i primi scarpini colorati.

Nasce nel 1977 la Diadora, prima azienda a fare le scarpe colorate, ed è italiana.

Nel 1979 ecco vedere la luce la scarpa più venduta nella storia, la scarpa da calcio che ancora adesso fa innamorare i ragazzi di questo sport, la mitica Copa Mundial, scarpa leggera e versatile in pelle di canguro.

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Negli anni ’80 nascono l’inglese Umbro (1985), l’Italiana Lotto e la spagnola Kelme (1982).

Sono gli anni ’90 che fanno però registrare un incremento vertiginoso della concorrenza con l’avvento dell’americana Nike. La competizione sul mercato aumenta e le tre big three monopolizzano il mercato iniziando una vera e propria corsa all’innovazione.

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In Italia il testimonial Nike è Paolo Maldini, inizia l’era dei calciatori che sponsorizzano le scarpe che indossano.

Sempre negli anni ’90 non possiamo dimenticarci le mitiche scarpe di George Weah, era il 1995 e la Diadora rossa accompagnava il Re leone per le sue sgroppate in lungo ed in largo negli stadi italiani. Sicuramente una delle scarpe che rimarranno nell’immaginario e nella storia.

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Sempre in quegli anni la Valsport bianca di Marco Simone, realizzazione del suo sponsor Valsport:

Il corriere della sera scriveva:

Le scarpe da gioco bianche hanno suscitato curiosita’ . Tanto che la Valsport sta pensando se commercializzare in futuro l’ iniziativa, presa anch’ essa di sorpresa dalle richieste di molti tifosi. La “moda” delle scarpe colorate, pero’ , era gia’ iniziata in grande stile quest’ estate, quando la Diadora aveva lanciato nel Mondiale americano i modelli “Brasil” nelle colorazioni azzurra (per i due Baggio e Signori) e rossa (per i belgi di Scifo): scarpe gia’ nei negozi. La Adidas ha commercializzato un paio di calzature azzurre in Francia. La Asics ne ha preparate di blu per Ruben Sosa. Si differenzia solo la Nike: “Siamo per la tradizione del nero, innoviamo nei materiali”.

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1998 Nike crea la R9, la scarpa indossata dal fenomeno Ronaldo, sarà una calzatura che passerà alla storia. Con il peso di soli 200 grammi e l’utilizzo di materiali innovativi diventa il desiderio di tutti i giocatori professionisti e non.

Mercurial diventerà uno dei modelli più venduti e ricercati da quel momento in poi.

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La tendenza di questi ultimi anni e’ stata quella di costruire scarpini sempre più leggeri, flessibili e capaci di aumentare il controllo di palla, questo a favore dello spettacolo ma, secondo alcuni, a scapito della sicurezza dei piedi dei calciatori. In futuro, con molta probabilità, la ricerca nel campo si orienterà all’introduzione di materiali capaci di unire la leggerezza all’assorbimento degli urti e probabilmente l’inserimento di sensori di rilevamento (come per esempio il MyCoach Adidas)..

Al momento ci aspettiamo grandi evoluzioni nei prossimi mesi con l’avvento del mondiale di Brasile 2014. La coppa del mondo è un avvenimento troppo importante e ghiotto per i grandi brand e siamo certi che non si lasceranno sfuggire l’occasione di lasciare i consumatori a bocca aperta con delle novità inaspettate…

messi

 

 

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